Aria aperta o allevamento industriale? La differenza c'è si vede e si sente!
Un pollo trattato come il prodotto di una catena di montaggio vive costantemente sull'orlo
di una crisi di nervi.
Gli allevamenti industriali vivono con la spada di
Damocle delle tecnopatie perennemente sul capo.
Per tecnopatie si intendono tutte quelle
sindromi che colpiscono gli animali, condizionate o favorite dall'ambiente, dall'alimentazione,
dalla genetica.
L'elevata concentrazione per metro quadrato di capi aumenta
esponenzialmente la carica microbica ambientale (microbi non necessariamente patogeni, ma
ubiquitari cioè che si possono trovare ovunque). Il condizionamento ambientale artificiale
(aereazione forzata, riscaldamento invernale, raffrescamento estivo, disinfezioni...)
risolve solo parzialmente il problema.
La genetica ha contribuito dalla sua selezionando delle razze più precoci e
commercialmente più "apprezzate", ma a scapito della rusticità dei soggetti che risultano più
suscettibili e deboli.
La forzatura alimentare spinta, che facilita la "maturazione" in tempi ristrettissimi , deve
fare i conti con il bilanciamento stretto di tutti i fattori nutrizionali e con l'
analisi quanti-qualitativa di questi. Il ricorso ai "promotori della crescita" è una pratica
consolidata.
Nell'allevamento industriale l'insorgere di malattie e parassitosi è sempre in agguato
per cui si ha necessità di ricorrere spesso a farmaci, antibiotici, chemioteratici,
disinfettanti.
Alcuni esperti ritengono che i tre
medicinali antimicrobici, utilizzati comunemente negli allevamenti intensivi per controllare
i parassiti intestinali degli animali, possono provocare nell'uomo tumori, malformazioni e
persino attacchi cardiaci.
Risultato: sulla mensa dei consumatori arrivano "pulcinotti" di non più di 30/40 giorni di
vita dalla consistenza gelatinosa, dall'odore di ciò che hanno mangiato (farine di pesce,
farine di carne, farine di sangue, idrolisati proteici ……), speriamo senza residui
farmacologici, il tutto ben confezionato e pubblicizzato dai mass media.
Il pollame lasciato libero di razzolare all'aria aperta è felice e contento anche
perché lo fa per molto più tempo : 5/6/7/8 mesi.
Gli animali allevati in modo naturale hanno una qualità nettamente superiore perchè
si rispettano le naturali esigenze di vita degli animali. Crescendo
più lentamente e in condizioni ottimali (sole, aria aperta, cibi sani vegetali magari
autoprodotti) si registrano
meno malattie in quanto sono potenziate le naturali risposte immunitarie.
Quindi animali più felici e di conseguenza più sani.
Garantire agli animali le migliori condizioni di vita possibile, infatti, sta diventando
una regola d'oro della zootecnia di qualità: naturale è più buono e più sano